Occupazione: protesta o polemica?
- Erasmondo
- 24 feb 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Di Rebecca Callipari, Giorgia Buttignoni e Sofia Zitoli
Che cosa hanno da dire gli studenti dell'Erasmo?
Dopo diversi istituti della provincia di Torino, l’anima degli studenti dell’Erasmo si è
risvegliata.
L’occupazione è una protesta studentesca in cui i ragazzi esprimono le problematiche
legate alla scuola e si fanno sentire occupando l’ambiente scolastico. Tutti avremo
sicuramente sentito parlare di questo metodo di protesta che, per quest’anno
scolastico, trova radici al liceo “Gioberti” di Torino.
Gli studenti della scuola, infatti, volevano rendere omaggio ai coetanei Lorenzo e
Giuseppe. Di essi in questi giorni si è molto discusso, poiché coinvolti in maniera
negativa in incidenti avvenuti durante le ore di P.C.T.O., ma i loro nomi sono uno dei
tanti pretesti che hanno spinto i ragazzi di varie scuole a mettersi in gioco.
Grazie a testimonianze esterne abbiamo avuto l’occasione di ricostruire un quadro
generale di come si è evoluta e organizzata la questione nella provincia.
Al Regina Margherita di Torino, l’occupazione è stata gestita e pianificata attentamente.
Una fonte che ne frequenta una delle succursali ci ha detto in breve ciò che è stato
realizzato: “Sono state fatte assemblee. Il primo giorno siamo stati riuniti in gruppi per
spiegare correttamente i motivi dell’occupazione. Questi si dividevano per tema e per
interesse: in un primo gruppo è stato trattato il tema delle prove della maturità; in un
secondo quello del P.C.T.O., che non avviene sempre in condizioni di sicurezza e, nel
caso della nostra scuola, non inerente al corso di studi; in un terzo, i ragazzi si
organizzavano per creare cartelloni da mostrare durante quella che sarebbe stata la
manifestazione finale. Dal secondo giorno, sono stati preparati, dagli studenti o da
persone esterne, corsi a proposito di argomenti vari e attuali, sui nuovi referendum o
sulla situazione Ucraina-Russia ad esempio, in modo che noi studenti non perdessimo
tempo durante i giorni di protesta. Le assenze in classe non erano giustificate.” Venerdì
18 Febbraio arriva e con esso il giorno della manifestazione. I ragazzi procedono per le
piazze facendo cori e aggregandosi con altre scuole. “E’ stata una bella manifestazione
fino a quando le cose non si sono smosse un po’. Alcuni ragazzi hanno provato a forzare
un cancello della sede dell’Unione Industriale e ci sono stati scontri fisici con la polizia.
A quel punto la folla si è un po’ dileguata.”
Riguardo all’organizzazione dell’Istituto Majorana, invece, è stata instaurata
l’autogestione, la quale è anch’essa una forma di protesta che consiste nella gestione da
parte dei ragazzi delle attività scolastiche durante un lasso di tempo. La fonte dice
“Abbiamo deciso di organizzare autogestione per elaborare e poi esporre delle richieste.
Tra i temi trattati c’è stato il desiderio di noi studenti di andare a scuola non tanto per
ottenere buoni voti, ma per ricevere un’educazione adatta al mondo esterno. Si è anche
parlato della repressione da parte della polizia sugli studenti che hanno manifestato in
merito allo studente Lorenzo in data 28 gennaio, aprendo così un dibattito per capire se
gli studenti si sentissero in sicurezza. Una tematica importante è stata quella riguardo al
fatto che le attività P.C.T.O non siano coerenti con il proprio percorso di studi ed è stata
richiesta la presenza di rappresentanti studenteschi nel consiglio P.C.T.O.
L’autogestione, caratterizzata da diversi laboratori seguiti anche da universitari, è
durata tre giorni ed ha trovato la partecipazione di ben 400 studenti. Affinché avvenisse
ciò, c’è stata l’approvazione della preside ed ogni giorno si svolgevano assemblee per
parlare di come stesse andando il tutto”.
Ma come si è sviluppata nel nostro istituto ?
Oggi, 24 febbraio, si è svolto il primo giorno di occupazione anche all'Erasmo. I ragazzi si
sono inizialmente riuniti nel cortile della scuola, per poi recarsi in palestra in modo da
prestare ascolto al discorso dell'assessore all'istruzione di Nichelino Alessandro Azzolina
e della preside.
Ma quali sono state le motivazioni che hanno portato i giovani ad occupare l'istituto?
In quanto inviate del giornalino abbiamo posto tale domanda ad alcuni compagni che
hanno preso parte al movimento e le risposte sono state varie e contrastanti.
Qualcuno credeva fermamente in ciò in cui era impegnato esponendo, oltre alle
argomentazioni della maturità e del P.C.T.O. citate in precedenza, anche problematiche
legate alla stessa struttura, quali riscaldamenti assenti oppure bagni o finestre non del
tutto idonei all'utilizzo.
Tuttavia, come era presente chi era dedito alla manifestazione, c'era anche chi alla
nostra domanda ha affermato alla lettera di non avere nessuna risposta.
Ad ogni caso, a coloro non favorevoli all'evento, è stata concessa l'opportunità di seguire
le lezioni regolarmente.
L’evento continuerà anche domani 25 febbraio, con la speranza che la voce venga
accolta e si prendano provvedimenti al riguardo.
E voi avete partecipato? Cosa ne pensate?
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