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I canoni di bellezza per i maschi esistono?

  • Immagine del redattore: Erasmondo
    Erasmondo
  • 21 mag 2021
  • Tempo di lettura: 3 min

Per noi la risposta è si



Prima di tutto vi poniamo la domanda grazie alla quale è nato questo articolo: “Perché i canoni di bellezza sono principalmente femminili?”. Questo dubbio è sorto dopo che è stato pubblicato l’articolo sui canoni di bellezza nel tempo in cui, effettivamente, ci si concentrava soprattutto sull’immagine della donna.

Bene, di seguito ci occuperemo anche degli uomini, anche se in modo meno approfondito, in quanto come vedrete non parleremo di caratteristiche fisiche specifiche, ma dell’insieme di tratti che, nel corso del tempo, hanno rappresentato lo stereotipo di “uomo ideale”.

Per iniziare proviamo a spiegare il motivo per cui i canoni estetici siano associati al mondo femminile: una spiegazione potrebbe essere data dal fatto che nell’antichità la bellezza serviva alle donne in quanto prive di diritti o potere, mentre agli uomini non serviva essere di bell’aspetto per far parte della società, a loro bastavano cultura e denaro.

Nonostante ciò, l’importanza del lato estetico maschile non è mai stata assente: sin dall’antica Grecia, infatti, l’uomo perfetto è caratterizzato da specifici tratti quali altezza, prestanza e muscolosità perché ne indicavano la forza; qualità, quest’ultima, che forse ancora oggi rappresenta per gli uomini la qualità fondamentale.

In generale queste caratteristiche non sono cambiate nel tempo, infatti non si sono sviluppati dei veri e propri canoni di bellezza tipici di un periodo storico specifico, ma semplicemente si è determinata un'immagine dell’uomo quasi universale e costante; ci concentreremo quindi sui canoni di bellezza maschili degli ultimi anni, più eterogenei e particolari .

Partiamo dagli anni ‘60, periodo nel quale era in atto una vera e propria rivoluzione politica e sociale; in questa fase spicca il movimento hippie: sarà soprattutto questo movimento ad influenzare l’immagine maschile dell’epoca. I capelli (afro o lunghi) erano emblema di ribellione, mentre la barba, insieme ad i baffi, andava a definire un look in contrasto con quello degli uomini contemporanei più conservatori.

E’ stata però soprattutto la musica a definire gli standard di bellezza dell’epoca: i ragazzi cercavano di assomigliare alla band del momento come i Beatles; quando il loro successo è diventato internazionale, la popolarità dei ragazzi britannici è cresciuta di molto, facendo nascere la moda “brit boy” (diffusa anche da altre band come i Rolling Stones”); ma diventano icone anche cantanti come David Bowie, grazie al quale essere androgini era diventato un must (un po’ come era successo per le ragazze qualche decennio prima).

Non solo le caratteristiche fisiche rendevano l’uomo attraente in quegli anni, ma anche determinate abitudini (non troppo salutari): fumare e bere erano considerate le attività che rendevano gli uomini più virili; quest'idea era resa più forte dalle pubblicità di sigarette, nelle quali comparivano uomini forti e potenti, e da serie tv o film dove vengono rappresentate scene di vita quotidiane accompagnate da abbondanti bevute (un esempio può essere la serie tv Mad men).

Negli anni ‘80 la sociologa Raewyn Connell ha coniato il termine “mascolinità egemone” per dimostrare che nel mondo maschile esiste un gerarchia per quanto riguarda i diversi tipi di fisicità; in questa piramide il corpo diventa il mezzo con cui si esprime la forza.

Nel 1994 il termine “metrosexual” è entrato in circolazione grazie al giornalista Mark Simpson; questa parola indica i ragazzi che hanno come punto d’arrivo David Beckham,e quindi devono essere benestanti, lavorare (e vivere) in città, usare il dopobarba Davidoff “Cool Water”, indossare giacche Paul Smith ed intimo Calvin Klein.

Anche se oggi il modello metrosexual è superato, la cura del corpo per il mondo maschile rimane un tabù, infatti molto spesso se un uomo si depila o fa ricorso alla chirurgia estetica (abitudini erroneamente associate al genere femminile) viene messo in ridicolo; nonostante ciò negli ultimi anni il mondo sta iniziando ad accettare il fatto che anche azioni non tipicamente virili possano essere compiute da uomini, come il make-up per esempio.

Anche l'emotività è una sfida per il genere maschile perché un uomo forte, virile, potente non può mostrarsi fragile o sensibile, in quanto il lato emotivo viene associato alla componente femminile della società, e se un uomo si dimostra più sensibile “del dovuto” diventa, molto spesso, oggetto di derisioni.

Tutte queste regole o consuetudini non fanno che mettere in difficoltà i ragazzi che crescono con modelli molto spesso irraggiungibili perché troppo pretenziosi.

Quasi su tutti i social si vedono movimenti a favore del body positive per quanto riguarda il corpo femminile, ma anche quello maschile non è immune dalle aspettative della società; potremmo rimanere sorpresi dalla quantità di ragazzi che soffrono di disturbi alimentari o di ansia sociale: i pochi dati che abbiamo a disposizione, ed il fatto che queste patologie facciano immediatamente venire in mente le ragazze, forse sono elementi che dipendono dal fatto che i maschi non abbiano l’abitudine di parlarne.

Detto questo speriamo che l’articolo vi sia piaciuto e vi abbia fatto comprendere un aspetto della nostra quotidianità del quale non si parla quasi mai.

Bova Beatrice

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